Case gonfiabili in cemento

Sono state ideate dalla società della Binishells e sono state ideate per essere costruite in un resort situato nei Caraibi. Stiamo parlando di una serie di abitazioni gonfiabili fatte in cemento armato che possono gonfiarsi. E l’idea viene da una mente italiana.

L’architetto Nicolò Bini ha creato queste piccole case con la stessa tecnica che viene adoperata per ricoprire un qualsiasi oggetto di cartapesta. Questi edifici vagamente assomiglianti a quelli dei Teletubbies, i noti personaggi dei cartoni animati, costano molto poco, sono ecosostenibili e si realizzano molto rapidamente e con una certa facilità. Si tratta di costruzioni simili a piccole bolle, che prendono le loro sembianze attraverso l’utilizzo di una camera d’aria a forma di sfera. Gonfiando questa camera d'aria sino ad ottenere la forma desiderata si fa un getto di cemento che, asciugandosi, erediterà la forma della cupola d'aria. Lavorando questa lastra di cemento, ad esempio dividendola in due o creando un'apertura angolare si possono ottenere diversi tipi e modelli di queste piccole abitazioni e si risparmia sulle casseforme, degli operai e sui tempi di produzione. L'elemento gonfiabile viene quindi sgonfiato, estratto dall'abitazione e usato per l'abitazione successiva. Le rifiniture necessarie per rendere la casa abitabile sono relativamente poche, specialmente se consideriamo che sono destinate alla funzione di alloggio temporaneo di tipo turistico e, per tanto, necessita di pochi e semplici elementi per consentire un appoggio per il pernottamento.

Stiamo parlando di un insieme di veri e propri palloni, che vengono realizzati e mantenuti in piedi grazie ad alcune barre metalliche fatte in cemento bagnato e poi gonfiate attraverso un semplice sistema. Il getto di calcestruzzo sulla parte centrale della cupola, permette una lenta diffusione scorrendo lungo la sagoma ottenuta dal pallone e man mano che si solidifica, farà da mura esterne per la nostra piccola abitazione. Una volta che il materiale è diventato sufficientemente duro, la camera rotonda piena d’aria può essere sgonfiata e tolta, anche se può essere utilizzata di nuovo. In questo modo, la struttura dalla forma di una cupola è stata completata ed è pronta per essere abitata e messa a punto in ogni singolo dettaglio. 

La società storica della Binishells ha iniziato ad effettuare progetti di vario tipo a partire dall’ormai lontano 1964, anno in cui il padre di Nicolò, Dante Bini, ha messo in mostra il suo primo prototipo. Ed è stata la prima di una lunga serie di realizzazioni, con più di 1600 strutture costruire in giro per tutto il mondo, a cominciare dai bungalow di piccole dimensioni creati appositamente per aiutare i paesi in via sviluppo, per proseguire con le cosiddette “bolle-ginnasio”, dalle misure nettamente più imponenti. Ed è stato proprio suo figlio Nicolò a riprendere questa illuminante tecnica, arricchendola con un’accurata selezione di sistemi veloci e a basso costo a favore delle popolazioni che versano in condizioni difficili.

L’utilizzo di questa serie di metodi è stato messo in pratica anche per la realizzazione di scuole, tra le quali la sezione campus della Columbia University, oltre a stadi, basi militari, sale di ricevimento e, come ultima idea, il resort nelle isole Caraibiche con le case gonfiabili in cemento armato. Il costo di questo progetto è piuttosto limitato e si aggira sui 3500 dollari, con le varie strutture che vengono completate con materiali differenti forniti da strutture autoctone e possono essere adattate in base alle esigenze di ogni tipologia di clientela e della condizione nella quale versa.

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